Comunicato stampa

Il Sindacato Autonomo dei Militari in congedo delle FFAA e dei Corpi Militari Italiani (SI.A.MI.CO), contesta e stigmatizza con estrema determinazione e durezza le dichiarazioni del Sacerdote, Sig. Alex Zanotelli – nelle cui parole non si riconosce la voce della Chiesa – sui Caduti di Nassirya e lo invita a rivolgere immediate, pubbliche e formali scuse, innanzitutto ai Parenti delle Vittime e poi alle FFAA Italiane, di cui facevano parte quei limpidi Eroi.

Quel 12 Novembre 2003, quando a Nassirya furono uccisi, a seguito di un proditorio attacco alla base “Maestrale” dei carabinieri della Multinational Specialized Unit (MSU), sul fiume Eufrate, 12 Carabinieri, 5 militari dell’Esercito Italiano e 2 Civili Italiani, ero Presidente del COCER Carabinieri e Comandante della Divisione Unità Specializzate dell’Arma.

Il giorno successivo mi recai, con altri esponenti del COCER Carabinieri, assieme all’allora Comandante Generale, Guido Bellini, a rendere omaggio alle vittime sul luogo dell’eccidio ed al rientro delle Salme in Patria, trascorsi, ininterrottamente, un giorno ed una notte presso la sala settoria dell’Istituto di Medicina Legale di Roma, per cercare, assieme a quei medici e ad alcuni miei dipendenti del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche dei CC, di identificare e ricomporre i corpi dei Caduti, mentre fuori colleghi ed altri ragazzi del COCER tentavano, inutilmente, di frenare le disperate lacrime dei Congiunti.

Io ho visto da vicino gli effetti di quel vile attacco, che mai potrò dimenticare, come mai potrò consentire, finché avrò vita, che venga, gratuitamente, offesa ed offuscata la memoria di quei purissimi Eroi.

Oggi, per mitigare l’effetto perverso, dissacrante ed umiliante – soprattutto per i parenti dei caduti – delle affermazioni del sig. Zanotelli e per consentire che i fatti di Nassirya continuino a rappresentare – come allora lo sono stati – un momento particolare che ha riunito le coscienze ed i cuori di tutti gli italiani – questo Paese ha bisogno di ritrovarsi e di stringersi intorno a valori come la solidarietà e l’appartenenza propongo, a nome del Sindacato che rappresento, che in deroga all’art. 1416 del codice dell’Ordinamento militare, sia concessa una Medaglia d’Oro al Valor Militare alle Bandiere dell’Arma dei Carabinieri e dell’Esercito in nome dei caduti di Nassirya – che non hanno mai ricevuto alcun riconoscimento individuale al valore – di quei ragazzi che non erano andati certo in Irak per combattere una guerra, ma solo per fare bene quello per il quale erano stati mandati e nel quale avevano fermamente creduto: collaborare per costruire la pace, per restituire la vita normale ad un popolo che usciva da una feroce dittatura e da una guerra che aveva seminato odio, distruzione e morte, per essere vicini alla Gente come punto di riferimento per tutti, sempre presenti, mai con la smania di protagonismo, semmai con pudore e riservatezza.

Mi auguro che qualcuno, con potere di iniziativa legislativa voglia raccogliere concretamente – e non solo a parole – la nostra proposta!

Il Segretario Generale di SI.A.MI.CO, Gen. C.A.CC(c.a.) Serafino Liberati

Roma 13 novembre 2019

FONTE: IL TABLOID