La pandemia di covid-19 e la situazione della droga

L’analisi presentata in questa relazione si basa sui più recenti dati disponibili, tratti da monitoraggi regolari, e descrive lo scenario relativo alle droghe in Europa alla fine del 2019. Nel periodo successivo, i paesi europei sono stati gravemente colpiti dallo scoppio e dal rapido diffondersi della pandemia di malattia da coronavirus 2019 (COVID-19). L’applicazione delle misure restrittive di sanità pubblica necessarie per contenere la trasmissione del virus si è fatta sentire in tutti i settori della vita, compreso l’uso di droghe, i mercati della droga e l’attuazione di risposte, sociali, sanitarie e di contrasto, al fenomeno della droga. Nel 2020 abbiamo assistito in tutta Europa all’introduzione, in vari gradi, di misure restrittive senza precedenti in tempo di pace, tra cui il blocco dei servizi non essenziali, la chiusura delle frontiere, limitazioni al diritto di riunione e alla libertà di circolazione. Questa situazione ha avuto un impatto immediato su molti comportamenti connessi all’uso e all’offerta di droga, alterando profondamente anche l’erogazione di servizi sanitari e alcune attività di contrasto. Successivamente, l’allentamento o la revoca di alcune misure di sanità pubblica hanno creato le condizioni per un ritorno alla situazione pre-COVID-19. Nel momento in cui scriviamo, tuttavia, la situazione rimane incerta e la pandemia continua a esercitare un impatto su svariati settori d’intervento, tra cui quello della droga. Aspetto importante, la COVID-19 rappresenta ancora una grave minaccia per la salute e la sicurezza globali, e questa situazione non è probabilmente destinata a cambiare nel prossimo futuro. È inoltre verosimile che, nel medio e lungo termine, la pandemia eserciti un impatto economico e sociale gravido di vaste implicazioni, anche per i problemi che probabilmente dovremo affrontare in futuro nel campo della droga. Fin dall’inizio dell’epidemia, l’EMCDDA si è impegnato a venire in aiuto alle parti interessate che devono rispondere alle più immediate sfide che si profilano in questo settore. L’agenzia ha analizzato le necessità e i rischi peculiari che riguardano i consumatori di droga, per impedire infezioni da coronavirus all’interno di questa categoria. Ha inoltre studiato gli adattamenti che i servizi per le tossicodipendenze potrebbero introdurre per mitigare l’impatto della pandemia sugli utenti e sul proprio personale. L’EMCDDA segue da vicino gli sviluppi della situazione e le risposte adottate, fungendo da tramite per la condivisione delle informazioni. In una serie di rapidi studi ha inoltre riferito in merito all’impatto della COVID-19 sull’uso di droga e sui problemi associati, sulla domanda di aiuto, l’erogazione di servizi e il funzionamento del mercato della droga. La situazione esige un costante riesame e il lavoro che l’EMDDA sta svolgendo è accessibile dalla sezione del sito Internet dedicata alla COVID-19. In prospettiva futura, tre importanti domande attendono ancora una risposta. Torneremo alla situazione di fine 2019, e in caso affermativo con quale rapidità? Inoltre, vi saranno implicazioni significative, a medio e lungo termine, per l’uso di droga e per i futuri problemi connessi alla droga, o per il modo in cui i servizi risponderanno ai problemi in questo campo? E infine, quali insegnamenti possiamo trarre dalla pandemia per migliorare la resilienza delle nostre risposte politiche in questo campo, di fronte a eventuali future crisi? I dati qui segnalati offrono un utile punto di riferimento per tali considerazioni; l’EMCDDA si impegna a seguire questi problemi con particolare attenzione.